Il diario della vendemmia 2026

17 agosto 2026

La vendemmia comincia prima del primo grappolo raccolto. Comincia nei giorni in cui si osserva, si misura e si aspetta.

Oggi, nel Lugana di Sirmione, il pomeriggio è caldo e umido: il termometro è intorno ai 30 °C, con una massima prevista di 32 °C e una notte che non scenderà molto sotto i 25 °C. Il sole resta presente, alternato a qualche passaggio nuvoloso, mentre sulla Lombardia è segnalata un’allerta per possibili temporali fino a sera. Ieri sera un forte vento venuto dal lago ha scosso le vigne risvegliandole per la vendemmia, fortunatamente senza grandine e con poca pioggia. La vendemmia quindi è iniziata regolarmente come da previsione. 

Sono tuttavia queste condizioni che chiedono attenzione. La luce e il caldo accompagnano la maturazione, ma non decidono da soli il momento della raccolta. Contano l’acidità, gli zuccheri, lo stato delle bucce e la risposta di ogni vigneto. E conta anche il cielo, che in poche ore può cambiare il programma.

Il primo gesto di questo diario è dunque l’attesa: non immobile, ma fatta di controlli, confronti e scelte. Prima delle cassette e delle presse c’è questo lavoro silenzioso, necessario per non chiedere alla vigna di seguire il calendario, ma per capire il suo tempo. E quindi eccoci qui in questo primo giorno di raccolta: si parte come consuetudine dalle uve bianche, oggi Chardonnay per la base spumante. 

19 agosto 2026

A Lugana di Sirmione la mattina è già calda, con il sole che si apre tra le nuvole e un’umidità che invita a non dare nulla per scontato. Per il pomeriggio le previsioni indicano la possibilità di rovesci o temporali, anche se i modelli non concordano sulle temperature e sull’intensità dei fenomeni.

In giornate così il lavoro comincia dall’osservazione: il cielo, l’aria, i grappoli, il terreno. La maturazione non segue una riga diritta e ogni decisione ha bisogno del suo tempo. Prima dell’eventuale pioggia, contano i controlli ravvicinati e la capacità di cambiare programma senza forzare la vigna.

E’ questo che sta facendo Dimitra, la nostra enologa: preleva campioni di uva per analizzare nel nostro laboratorio il grado di maturazione e altri parametri tecnici tenuti monitorati costantemente durante tutta la vendemmia. L’uva arrivata oggi diventerà il nostro vino Pratto: si presenta bellissima, con acidi tondi, ben maturi. Il profumo nell’aria è una delizia.

La vendemmia è fatta anche di questa attesa concreta: non immobilità, ma attenzione.

21 agosto 2026

Nel Lugana, questa mattina, la pioggia è già presente e il cielo resta chiuso. Per il pomeriggio sono attesi altri rovesci e possibili temporali: una giornata che chiede prudenza, senza scorciatoie. Oggi non si raccoglie. 

In vigna non ogni ora è un’ora di raccolta. Ci sono momenti in cui il lavoro consiste nel fermarsi, osservare la durata della bagnatura, controllare come il terreno assorbe l’acqua e rimandare una decisione finché non ci sono le condizioni per prenderla bene.

La maturazione continua anche dentro queste pause. Saranno i rilievi in campo, lo stato dei grappoli e l’andamento delle prossime ore a indicare il passo. L’attesa è parte del lavoro, tanto quanto il gesto della raccolta.

Così oggi procediamo con le analisi attente e rigorose dei nostri mosti e possiamo già affermare con certezza secondo quanto emerso fin d’ora che sarà un’annata – la 2026 – di forte mineralità.

22 agosto 2026

Oggi nel Lugana abbiamo ripreso la raccolta. Si chiude il lavoro sullo Chardonnay e cominciano ad arrivare i primi grappoli di Turbiana: un passaggio netto, che cambia il ritmo delle giornate e apre la fase centrale della vendemmia.

A Lugana di Sirmione il clima è mite, con un’aria più fresca che accompagna il lavoro tra i filari. Le condizioni pubbliche indicano cielo in prevalenza soleggiato, umidità e temperature previste tra 23 e 29 °C. È una giornata che permette di procedere con continuità, senza perdere l’attenzione necessaria nella scelta dei grappoli e nei tempi di conferimento in cantina.

La vendemmia avanza così, una varietà dopo l’altra. Mentre termina lo Chardonnay, la Turbiana comincia il suo percorso: ogni raccolta segue tempi precisi, decisi osservando la maturazione e cercando il giusto equilibrio tra freschezza, acidità e sviluppo del frutto.

24 agosto 2026

Nel Lugana la mattinata è umida, ma luminosa. La temperatura è intorno ai 23 gradi, il vento è debole e la giornata è prevista asciutta. Qui il tempo invita a osservare la maturazione con continuità, approfittando delle ore più aperte per leggere con precisione ciò che accade nei grappoli.

In Valpolicella, tra Negrar e San Pietro in Cariano, la stessa mattina comincia invece con un rovescio e circa 21 gradi. Le schiarite attese non cancellano la pioggia appena caduta: prima di ogni scelta servono un controllo della bagnatura, del terreno e delle condizioni reali in ciascun filare. All’inizio di settembre ci prepariamo per vendemmiare anche in questa zona. 

Non esiste una sola giornata di vendemmia. Ogni territorio detta il proprio ritmo e chiede decisioni diverse: nel Lugana l’attenzione va alla maturazione durante una finestra asciutta; in Valpolicella all’attesa e alla verifica dopo la pioggia. Il lavoro sta anche nel tenere distinti questi tempi, senza forzarli.

In foto Igino Dal Cero e il nostro team di cantinieri ed enologi durante un consulto sull’uva appena arrivata.

26 agosto 2026

A Sirmione il meteo di questi giorni porta un’incertezza concreta: le previsioni non concordano sull’arrivo della pioggia, ma indicano tutte giornate variabili, con temperature che possono avvicinarsi ai 29 gradi. Nei filari questo significa osservare prima di decidere, verificando grappoli, foglie e terreno senza affidarsi soltanto al cielo visto da lontano.

Oggi si comincia la raccolta delle uve rosse per realizzare La Rosa dei Frati e in parte per il Ronchedone.

Intanto in Valpolicella il passaggio piovoso è previsto soprattutto tra la notte e il mattino, seguito da un graduale ritorno delle schiarite. Qui il racconto è quello di controlli necessari prima di iniziare qualunque attività in vigna: l’inizio della prossima settimana sarà destinato alla raccolta in questo territorio.

La stessa data non impone lo stesso ritmo. Ogni territorio chiede una lettura propria e ogni nostra squadra deve misurare il lavoro sulle condizioni che trova davvero davanti a sé. È così che il diario resta fedele alla vendemmia: distinguendo i luoghi, i tempi e le decisioni.

Un augurio di buona raccolta per questa seconda settimana di vendemmia a tutti i nostri vendemmiatori: quasi 300 persone che mettono a disposizione le proprie mani per raccogliere i nostri grappoli.

27 agosto 2026

Oggi come ieri la vendemmia cambia colore. Nel Lugana comincia la raccolta delle uve rosse destinate a La Rosa dei Frati.

La giornata è calda e asciutta: al mattino il termometro ha già superato i 26 °C, con umidità intorno al 73%; per il pomeriggio sono previsti passaggi nuvolosi, senza precipitazioni e con vento debole da nord-est. Condizioni che chiedono ritmo, attenzione e scelte precise durante la raccolta.

Per un rosato, il momento in cui cogliere i grappoli è decisivo: occorre cercare l’equilibrio tra maturazione, acidità e freschezza, senza perdere il carattere del frutto. È da questa misura, prima ancora che dal colore, che comincia il percorso di Rosa dei Frati.

Oggi raccogliamo le prime uve rosse. Un nuovo passaggio della vendemmia, con gesti e tempi diversi, ma con la stessa cura.

29 agosto 2026

Quando la pioggia bacia l’uva e il tempo decide di giocare a nostro favore.

Vendemmia delle uve rosse leggermente anticipata per catturare prima la freschezza (per poi tornare nello stesso vigneto per raccogliere le stesse uve più mature), piogge rinfrescanti per la sanità del grappolo e fermentazioni studiate per non far disperdere nemmeno un atomo dei profumi parietali. Tutto questo si scioglie in un bicchiere futuro di rosato.

C’è stato un evento di grandine da segnalare nella giornata di ieri scaricatosi sulla parte occidentale e sud-orientale della provincia principalmente e in coda ha raggiunto i vigneti del Lugana. Tuttavia per fortuna non si sono registrati danni nelle nostre terre, solo piccoli danni quantitativi e non a scapito della qualità del futuro vino.

31 agosto 2026

In Valpolicella inizia la raccolta della Corvina, l’uva che custodisce l’anima del nostro Amarone Pietro Dal Cero.

I grappoli vengono raccolti a mano e selezionati con cura, scegliendo quelli più sani e spargoli. Da qui raggiungono il nostro fruttaio nella zona di Marcellise, dove riposano fino a gennaio per il lento e naturale appassimento.

Mese dopo mese, gli acini perdono acqua e concentrano aromi, zuccheri e struttura: un’attesa fondamentale per costruire la profondità e la complessità del nostro Amarone.

Da qui comincia una nuova annata di Pietro Dal Cero.

2 settembre 2026

A Lugana questo giorno si apre con il sole e un’aria già umida. La temperatura è destinata a salire fino a circa 33 gradi, mentre il cielo potrà alternare luce e nubi. Ma oggi, in vigneto, non è una giornata come le altre: è l’ultimo giorno di raccolta delle uve rosse destinate al Ronchedone. Si chiude così una fase importante della vendemmia, dopo giorni in cui ogni scelta è stata dettata prima di tutto dall’osservazione delle uve e dall’andamento del clima.

In questo periodo il lavoro non segue soltanto l’orologio. Contano la temperatura dei grappoli, il tempo che passa tra il taglio e l’arrivo in cantina, la possibilità di spostare una squadra, anticipare una raccolta o fermarsi se il cielo cambia. Anche la maturazione non si misura soltanto nella dolcezza: acidità, integrità e maturità delle bucce, stato dei vinaccioli e assaggio degli acini continuano a guidare le decisioni, filare dopo filare.

Per le uve rosse questa attenzione è ancora più importante: la buccia non è soltanto una protezione dell’acino, ma custodisce una parte fondamentale del futuro colore, degli aromi e della struttura del vino. Arrivare al momento della raccolta significa quindi cercare un equilibrio, non semplicemente raggiungere un valore di zuccheri.

Il caldo di questi giorni chiede ritmo, ma non fretta. Le cassette devono raggiungere la cantina nelle condizioni migliori e ogni passaggio viene organizzato rispettando i tempi dell’uva.

Oggi gli ultimi grappoli destinati al Ronchedone lasciano il vigneto. È la conclusione della raccolta delle nostre uve rosse, ma per il vino è soltanto l’inizio: da questo momento il lavoro si sposta in cantina, dove ciò che abbiamo seguito e atteso nei vigneti comincerà lentamente a prendere la forma del nuovo Ronchedone.

4 settembre 2026

Comincia la raccolta della Turbiana, l’uva con cui produciamo il Lugana Doc.

È una frase breve, ma dentro porta un anno intero di lavoro: i passaggi tra i filari, le attese, i controlli e le decisioni prese giorno dopo giorno. Oggi, nella Lugana, è il tempo degli ultimi preparativi; sono i grappoli a dettare il ritmo della vigna e della cantina.

Le previsioni per Sirmione indicano una giornata stabile, soleggiata e molto calda. Anche questo entra nel lavoro della vendemmia: organizzare i tempi, cercare le ore più fresche, procedere con attenzione. L’inizio non è un gesto simbolico, ma una sequenza concreta di scelte.

Restano poche parole e molta concentrazione. E’ arrivato il momento: la Turbiana lascia la vigna e comincia il suo cammino.

6 settembre 2026

All’alba il vigneto ha un passo diverso. La luce arriva lentamente tra le foglie della Turbiana, disegna i profili dei filari e lascia emergere, poco alla volta, ciò che durante il giorno rischia di sfuggire. Sono ore silenziose, preziose per osservare la vigna prima che inizi il lavoro della raccolta.

In vendemmia ogni mattino porta con sé nuove valutazioni e si procede così anche per la raccolta del 2026. Si controllano i grappoli, si assaggiano gli acini, si osservano la buccia e la polpa. La maturazione non procede ovunque nello stesso modo e richiede attenzione: anche pochi giorni possono incidere sull’equilibrio tra zuccheri e acidità, così importante per la Turbiana.

Non basta seguire un calendario. Bisogna entrare nei filari, ascoltare l’esperienza di chi li percorre ogni giorno e scegliere il momento con misura. Dove necessario si attende; altrove si può iniziare a raccogliere, selezionando i grappoli con cura. La vendemmia è fatta anche di queste decisioni, spesso prese nelle prime ore della giornata, quando la luce è ancora bassa e l’aria conserva il fresco della notte.

Poi il sole sale e il silenzio lascia spazio alle voci, alle cassette e ai passi delle persone al lavoro. Ma per qualche minuto la vigna resta così: raccolta nella luce del mattino, pronta ad accompagnarci in un’altra giornata di vendemmia.

8 settembre 2026

La vendemmia prosegue anche lontano dai filari. In laboratorio, ogni vasca viene seguita giorno dopo giorno attraverso l’analisi dei mosti e delle fermentazioni dal nostro team di enologi: nulla è lasciato al caso, vendemmia dopo vendemmia.

In laboratorio la densità e gli zuccheri residui ci indicano con quale ritmo i lieviti stanno lavorando; la temperatura permette di controllare che la fermentazione proceda con regolarità; pH, acidità totale e acidità volatile aiutano a leggere l’equilibrio del mosto e a riconoscere per tempo eventuali deviazioni. Non conta soltanto il singolo valore: è il suo andamento, campione dopo campione, a raccontare come la materia si sta trasformando, da mosto a vino.

Poi arriva l’assaggio. Nella foto Igino porta il calice al naso e alla bocca, osserva, valuta e si confronta. Il dato analitico misura ciò che accade nella vasca; l’esperienza cerca nel campione la pulizia dei profumi, la freschezza, l’equilibrio e la direzione che il vino sta prendendo.

Durante la fermentazione anche una piccola variazione può chiedere una verifica in più, un nuovo assaggio, una decisione presa al momento giusto. In laboratorio la vendemmia cambia voce: al rumore della raccolta subentrano il silenzio dei numeri e il gesto preciso di chi li sa interpretare.

10 settembre 2026

A Lugana di Sirmione la giornata si apre sotto un cielo fitto, con aria umida e piogge che tornano a più riprese. Dopo il caldo dei giorni scorsi, le temperature sono scese e in vigneto il ritmo cambia: si osservano il terreno e i grappoli, aspettando le condizioni migliori per riprendere la raccolta.

Per la Turbiana, infatti, vendemmiare significa soprattutto scegliere il momento giusto. Non conta soltanto il grado zuccherino: acidità, pH, maturazione delle bucce, integrità del grappolo e assaggio degli acini contribuiscono a stabilire quando ogni vigneto è pronto. La raccolta procede così parcella dopo parcella, seguendo maturazioni che possono essere diverse anche a poca distanza.

E mentre la pioggia rallenta il lavoro tra i filari, in cantina la vendemmia continua. I mosti ottenuti dalle uve raccolte nei giorni precedenti sono già in fermentazione: temperatura e densità vengono controllate quotidianamente per seguire l’attività dei lieviti e la progressiva trasformazione degli zuccheri in alcol.

È questo il doppio ritmo di questi giorni: fuori si attende e si osserva la Turbiana ancora sulla pianta; dentro la cantina, quella già raccolta ha iniziato lentamente a diventare vino.

12 settembre 2026

La raccolta della Turbiana ha il passo paziente di chi sa aspettare e riconoscere il momento giusto. In vigneto non tutti i grappoli maturano nello stesso tempo: anche lungo uno stesso filare, ogni pianta segue un ritmo leggermente diverso, segnato dall’esposizione, dal terreno e dai giorni trascorsi al sole. Per questo scegliamo di vendemmiare soltanto a mano e di tornare due volte tra i filari.

Il primo passaggio raccoglie ciò che è pronto; il secondo attende i grappoli che hanno ancora bisogno di qualche giorno per completare la maturazione. È un lavoro lento, fatto di attenzione, esperienza e gesti ripetuti: gli occhi osservano, le mani scelgono, le persone accompagnano l’uva nel suo primo passo verso la cantina. Poi si torna, ripercorrendo le stesse file, per ascoltare ancora ciò che la vigna ha da dire.

La vendemmia è iniziata il 17 agosto e oggi siamo circa a metà del cammino. Il meteo si è rinfrescato, con temperature attorno ai 26 gradi: giornate più miti che accompagnano il lavoro e richiedono, come sempre, di osservare con cura l’evoluzione di ogni parcella. Il calendario indica una direzione, ma sono la maturazione e lo stato dei grappoli a dare il ritmo reale alla raccolta. Cercheremo di concludere entro i primi giorni di ottobre, senza affrettare ciò che ha ancora bisogno di tempo.

La vendemmia manuale, per noi, è una scelta precisa. Significa accogliere le differenze del vigneto senza forzarne i tempi, selezionando ogni grappolo nel luogo in cui è cresciuto. La Turbiana si raccoglie così: tornando sui propri passi, aspettando quando occorre e lasciando che sia la vigna, giorno dopo giorno, a indicarci il momento giusto.

14 settembre 2026

La vendemmia prosegue anche in Valpolicella, nel nostro vigneto a Pian di Castagnè, dove in questi giorni raccogliamo manualmente la Corvina, una delle varietà di uva fondamentali per la produzione dell’Amarone della Valpolicella.

Qui la raccolta richiede un’attenzione particolare. I grappoli vengono tagliati a mano e selezionati direttamente in vigneto: per l’appassimento servono uve sane, integre e con acini ben distribuiti, capaci di affrontare i mesi successivi senza sviluppare alterazioni indesiderate.

La vendemmia, infatti, è soltanto la prima fase del percorso. Dopo la raccolta, le uve destinate all’Amarone vengono trasferite nel nostro fruttaio, dove i grappoli vengono disposti in cassette in modo da favorire la circolazione dell’aria e iniziare un lento periodo di appassimento.

Con la progressiva perdita di acqua, l’acino diminuisce di peso e aumenta la concentrazione di zuccheri, acidi, polifenoli e sostanze aromatiche. Contemporaneamente continuano importanti trasformazioni metaboliche all’interno dell’uva, che contribuiranno alla futura complessità del vino.

In questa fase diventano determinanti temperatura, umidità relativa e ventilazione. Il processo deve procedere lentamente e in condizioni controllate, evitando ristagni di umidità e preservando il più possibile l’integrità sanitaria dei grappoli.

La Corvina è particolarmente adatta all’appassimento anche grazie alle caratteristiche della sua buccia e alla struttura dell’acino. È proprio per questo che la selezione comincia già tra i filari: ciò che accadrà nel fruttaio dipende, prima di tutto, dalla qualità dell’uva che vi portiamo.

A Pian di Castagnè ogni grappolo viene quindi raccolto pensando già ai mesi che verranno. Per alcune uve la vendemmia conclude il lavoro in vigneto; per quelle destinate all’Amarone, apre invece una nuova fase di attesa.

16 settembre 2026

Una cassetta sospesa per un istante sopra i filari. Quasi un fermo immagine di queste giornate, mentre la vendemmia continua e l’estate sembra non voler ancora cedere il passo all’autunno.

A metà settembre il meteo resta favorevole e le temperature raggiungono ancora punte vicine ai 30 °C. Nei nostri vigneti prosegue la raccolta della Turbiana, l’uva per il Lugana Doc, sempre rigorosamente a mano. Ne coltiviamo circa 350 ettari e continueremo a raccoglierla fino alla fine della vendemmia, seguendo tempi e maturazioni differenti per ogni vigneto, indicativamente fino a fine settembre.

In cantina, intanto, oggi è avvenuta la svinatura dei rossi: significa separare il vino, dopo la fermentazione e la macerazione, dalle bucce e dai vinaccioli con cui è rimasto a contatto per un certo periodo di tempo. Un passaggio importante che segna una nuova fase della loro vinificazione.

Per la Turbiana il percorso è diverso. Le uve appena raccolte arrivano in cantina e vengono sottoposte a pressatura soffice, una spremitura delicata e progressiva che permette di ottenere le frazioni più nobili del succo, tra cui il cosiddetto “mosto fiore”, preservandone freschezza e qualità.

Con temperature ancora così alte, ogni passaggio richiede particolare attenzione. Utilizziamo anche la CO₂ come gas inerte per proteggere uve e mosto dal contatto con l’ossigeno e limitare l’avvio indesiderato di fermentazioni spontanee, che il caldo potrebbe accelerare.

Fuori, intanto, le cassette continuano a muoversi sopra i filari. La Turbiana lascia lentamente la vigna e comincia il suo viaggio verso il vino.

18 settembre 2026

Durante la vendemmia, il lavoro dell’enologo in cantina è fatto di osservazione, analisi e decisioni quotidiane. Quando arriva la Turbiana, si parte dalla valutazione dello stato delle uve e del loro grado di maturazione. Il grado zuccherino e l’acidità sono tra i principali parametri che permettono di capire l’equilibrio dell’uva e indirizzare le successive fasi di lavorazione.

Dopo la pressatura soffice, l’attenzione passa al mosto e, con l’avvio della fermentazione, ogni vasca viene seguita giorno dopo giorno. Si controllano soprattutto temperatura e densità, per verificare il corretto andamento della fermentazione. A questi dati si affianca sempre l’assaggio: uno strumento fondamentale per l’enologo, che permette di seguire l’evoluzione del vino e interpretare ciò che i numeri da soli non possono raccontare.

Intanto, in Valpolicella, il lavoro prosegue con tempi completamente diversi. Le uve vendemmiate destinate all’Amarone vengono sistemate nel fruttaio, dove inizia il lungo periodo di appassimento. Qui l’attenzione è rivolta alle condizioni dell’ambiente e allo stato dei grappoli, che vengono controllati regolarmente mentre perdono lentamente acqua e concentrano le proprie componenti.

Da una parte la Turbiana che inizia la sua trasformazione in cantina, dall’altra le uve della Valpolicella che riposano nel fruttaio: due ritmi diversi della stessa vendemmia.

20 settembre 2026

A Lugana la giornata odierna si apre con temperature miti e clima ventoso sul lago, poi la giornata sale verso temperature dai valori ancora estivi. Le previsioni indicano un cielo tra velature e nubi, senza pioggia, e un vento debole che cambia direzione nel corso delle ore.

In vendemmia anche una giornata asciutta chiede misura. Il caldo invita a scegliere bene i tempi, a ridurre le attese tra il filare e la cantina e a osservare ogni grappolo prima di deporlo nelle cassette. Non basta che il terreno sia accessibile: occorre capire, parcella dopo parcella, quale uva abbia raggiunto l’equilibrio cercato e quale abbia ancora bisogno di tempo.

Il territorio del Lugana ha iniziato la raccolta già dalla metà di agosto. Oggi il lavoro continua nel confronto fra assaggio, analisi costanti e condizioni reali del vigneto. La vendemmia procede così: non per abitudine, ma per decisioni ripetute ogni mattina.

22 settembre 2026

A Lugana siamo agli ultimi giorni di vendemmia. La maggior parte della Turbiana è ormai in cantina, ma la raccolta non è ancora conclusa: restano nei vigneti le ultime uve, quelle per cui abbiamo scelto di aspettare più a lungo e che saranno destinate al Pratto e al Tre Filer.

Per il Pratto la Turbiana viene raccolta in vendemmia tardiva. In questa fase controlliamo soprattutto il grado zuccherino, l’acidità e lo stato sanitario dei grappoli, seguendo l’evoluzione della maturazione fino al momento più adatto per la raccolta. Qualche giorno in più sulla pianta permette all’uva di acquisire maggiore concentrazione e complessità.

Per il Tre Filer, invece, vengono selezionati i grappoli destinati all’appassimento. Dopo la raccolta, le uve proseguiranno lentamente il loro percorso perdendo parte dell’acqua e concentrando zuccheri, aromi e sostanze estrattive.

In questi ultimi giorni i volumi diminuiscono e aumenta ancora di più l’attenzione alla selezione. Si procede parcella dopo parcella, assaggiando l’uva, osservando i grappoli e verificando i parametri analitici.

La vendemmia è quasi terminata. Restano gli ultimi grappoli di Turbiana e due percorsi diversi davanti a loro: la vendemmia tardiva per il Pratto e l’appassimento per il Tre Filer. In entrambi i casi, è il tempo a fare la differenza.

23 settembre 2026

A Lugana oggi il sole accompagna le ultime giornate di vendemmia. Con temperature intorno ai 23–24 °C, stiamo terminando la raccolta della Turbiana destinata al nostro Lugana DOC: gli ultimi grappoli entrano in cantina e il lavoro si sposta sempre di più dalla vigna al laboratorio. 

Qui mosti e vini vengono controllati quotidianamente. Provette, matracci e campioni ci raccontano ciò che sta accadendo nelle vasche: attraverso le analisi seguiamo l’andamento delle fermentazioni e i principali parametri che ci permettono di accompagnare con precisione ogni fase della vinificazione.

È un momento particolare della vendemmia: mentre in vigna raccogliamo gli ultimi grappoli di Turbiana, in cantina il Lugana della nuova annata ha già iniziato il suo percorso.

Ogni campione è una fotografia di questo momento, ogni dato uno strumento per comprendere e accompagnare il vino che sta nascendo.

25 settembre 2026

Oggi si chiude la vendemmia.

Gli ultimi grappoli raccolti sono quelli di Turbiana destinati al Tre Filer, lasciati appassire naturalmente in pianta per raggiungere una maggiore concentrazione. Una raccolta tardiva che, quasi simbolicamente, mette il punto finale a queste settimane di lavoro.

Poi le forbici si fermano, le cassette si svuotano e la vendemmia cambia ritmo.

Ci siamo ritrovati tutti in corte, circa 300 persone tra il team di Ca’ dei Frati e le persone della cooperativa che ci accompagnano da anni nella raccolta manuale delle uve.

Un lungo tavolo, qualcosa da mangiare, i bicchieri alzati e finalmente il tempo per guardarci attorno e renderci conto del lavoro fatto insieme con un buon brindisi.

Perché la vendemmia è fatta di uva, certo. Ma soprattutto di mani.

Mani che raccolgono, selezionano, trasportano, accolgono l’uva in cantina. Centinaia di persone che, giorno dopo giorno, contribuiscono allo stesso risultato.

Oggi abbiamo brindato a loro, alla vendemmia appena conclusa e a tutto ciò che da domani continuerà in cantina.

La raccolta finisce qui.
Il viaggio del vino, invece, è appena cominciato.