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Il tappo speciale di Ca’ dei Frati

Quando il tappo fa la differenza

Nel mondo del vino, ogni dettaglio racconta una storia. A partire dal vigneto, dove la vite affonda le radici nella sua terra, fino al momento in cui il vino viene versato nel calice, ogni passaggio inerente a questo nettare parla della cura, dell’esperienza e della visione di chi lo produce. C’è però un elemento, spesso trascurato ma fondamentale, che custodisce e accompagna il vino nel tempo, che permette la sua conservazione: il tappo.

In Ca’ dei Frati, si crede che la qualità sia il risultato di un equilibrio perfetto tra tradizione e innovazione, e visitando le cantine questo binomio emerge chiaramente. È per questo che la scelta è stata quella di adottare i tappi Nomacorc della linea Green Line di Vinventions, una soluzione che non solo garantisce la protezione ottimale del vino, ma rappresenta anche un importante passo verso una viticoltura sempre più sostenibile e rispettosa dell’ambiente.

Una scelta consapevole: sostenibilità certificata

Il tappo non è solo un sigillo. È anche un gesto, una dichiarazione di responsabilità nei confronti dell’ambiente. I tappi Nomacorc Green Line sono realizzati con biopolimeri ottenuti dalla canna da zucchero, una risorsa rinnovabile che riduce drasticamente l’uso di materiali di origine fossile. Inoltre, sono completamente riciclabili.

Nel 2024, proprio grazie all’impiego di questi tappi speciali, Ca’ dei Frati ha evitato l’immissione in atmosfera di 6.254 chilogrammi di CO₂. Un dato certificato è stato a proposito rilasciato da Vinventions che conferma l’impatto concreto delle scelte produttive attente all’ambiente.

Il tappo come custode della qualità

Scegliere un tappo Nomacorc significa anche – e soprattutto – valorizzare l’identità del vino, rispettandone la fragranza, la freschezza, l’evoluzione nel tempo, ma soprattutto le caratteristiche sue proprie che derivano dal territorio, dal clima e dal vitigno.

Uno degli aspetti più critici nella conservazione del vino di solito è quello che riguarda la gestione dell’ossigeno. Troppo ossigeno può accelerare la polifenoliossidasi, ovvero l’ossidazione, mentre troppo poco ossigeno può limitare lo sviluppo aromatico. La linea Nomacorc è progettata per offrire una permeabilità controllata (OTR – Oxygen Transfer Rate), permettendo così di adattare il tappo alle specifiche esigenze di ogni vino, nel rispetto della filosofia del produttore, Igino Dal Cero, che in tutta la linea dei vini di Ca’ dei Frati vuole far risaltare il profilo aromatico autoctono delle uve.

Studi comparativi dimostrano che il tappo Nomacorc è in grado di eliminare completamente il rischio di contaminazione da TCA, meglio noto come “sentore di tappo”. Nei test, il 100% delle bottiglie chiuse con Nomacorc il vino è risultato privo di difetti, contro percentuali molto più alte nei tappi tradizionali. L’utilizzo di questo tappo significa avere rispetto di un lavoro lungo, che richiede non solo fatica, ma anche tempo e tante energie, prima di vedere il vino roteare nel bicchiere.

L’esperienza di Ca’ dei Frati

All’interno della produzione aziendale, si è scelto di utilizzare i tappi Nomacorc su tutte le referenze (il tappo per i vini spumanti è in fase di test e di definizione da parte di Vinventions), in particolare anche sui due vini più rappresentativi della cantina:

  • I Frati Lugana DOC, il vino bianco elegante e fresco iconico dell’azienda, vinificato in acciaio e affinato sui lieviti fini per dodici mesi. Per questo vino, la chiusura Nomacorc garantisce la protezione aromatica e la longevità ideale, nel rispetto dei sentori aromatici tipici dell’uva Turbiana.

  • Pietro Dal Cero Amarone della Valpolicella DOCG, il classico vino rosso possente e strutturato, frutto di un lungo appassimento delle uve e un affinamento in barrique di rovere francese. Anche qui, il tappo Nomacorc contribuisce a mantenere intatta la complessità olfattiva e gustativa del vino nel tempo. Trattandosi di un vino da lungo affinamento, il vantaggio di questo tappo tecnico è il controllo sul passaggio di ossigeno, potendo così prevedere nel tempo la qualità e l’andamento dell’affinamento del vino in bottiglia durante gli anni.

In entrambi i casi, il tappo diventa un alleato silenzioso ma essenziale per garantire la massima qualità, essendo capace di custodire l’essenza del vino fino al momento della stappatura.

Guardare al futuro, rimanendo fedeli alla propria identità

Innovare senza tradire la propria storia: è questa la filosofia che guida Ca’ dei Frati. L’adozione dei tappi Nomacorc è parte di un percorso più ampio, fatto di ricerca, rispetto per la natura e volontà di offrire ai nostri clienti vini che siano non solo buoni, ma anche eticamente responsabili. “Il tappo deve vincere il premio Oscar come attore non protagonista, perché il vero protagonista deve essere e rimanere solo e soltanto il vino, prezioso e ricercato, conservato nella bottiglia”, come dice Antonino La Placa, direttore commerciale di Vinventions Italia.

“Taste the difference”, recita il motto di Vinventions. E davvero, assaporare un vino ben conservato, senza difetti, nella sua piena espressione aromatica, è un’esperienza che racconta la differenza. Una differenza che nasce da scelte consapevoli, anche nei dettagli più piccoli. Come un tappo.

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Solfiti: cosa sono e a cosa servono?

Tanto si sente parlare oggi di solfiti e di solforosa spesso con un accenno negativo, demonizzando quelli che potremmo definire i “conservanti del vino”. Ma cosa sono davvero i solfiti? E perchè rappresentano un focus importante quando si parla di vino?

I solfiti sono conservanti e per questa ragione hanno spiccate proprietà antimicrobiche e antiossidanti, motivo per cui sono utilizzati nel vino: mantengono il prodotto nel tempo senza particolari alterazioni dovute a eventuali microbi o più comunemente dovute all’ossigeno (che innesca la classica polifenoliossidasi, ovvero l’ossidazione, proprio come accade alla nostra pelle durante l’invecchiamento, attribuendo al vino note non più fresche e vitali). I produttori quindi utilizzano i solfiti per stabilizzare il prodotto e la forma più comune è quella dell’anidride solforosa, ovvero SO2, che va dichiarata anche perchè rappresenta uno degli allergeni della tabella convenzionale.

Nel vino quindi di solito i solfiti vengono aggiunti come additivi per la miglior conservazione, ma bisogna anche ricordare che la normale fermentazione del mosto per produrre il vino genera di per sé anche una percentuale di solforosa.Quindi i solfiti sono presenti, anche se in misura irrisoria, in ogni
vino anche senza alcuna addizione. I livelli di solfiti possono variare anche molto a seconda del tipo di vino e del metodo di produzione: si passa infatti dai 150 mg/L per i vini rossi ai 200 mg/L per i bianchi e rosati. C’è anche una differenza che riguarda il colore del vino: i vini rossi infatti, grazie ai tannini, contengono generalmente quantità inferiori di solfiti perchè già più capaci nel mantenersi autonomamente nel tempo rispetto ai vini bianchi.

Nel caso di Ca’ dei Frati, la quantità di solfiti aggiunti è estremamente e volontariamente bassa, grazie alle tecnologie avanzate e ricercate messe all’opera in cantina durante la fase di produzione. Innanzitutto, subito dopo la raccolta, le uve vengono saturate di anidride carbonica, per allontanare l’ossigeno e mantenere quindi il frutto sano, non danneggiato da eventuali fermentazioni spontanee dovute al clima caldo di settembre. Ma questo è solo una prima accortezza: in tutto il processo di cantina infatti il mosto e poi il vino non andranno mai in contatto con l’ossigeno in Ca’ dei Frati, producendo quindi totalmente in ambiente privo di ossigeno. Ma come si mantiene quindi il vino in queste condizioni? Di fatto, quando viene imbottigliato, è trattato come sotto vuoto, ricevendo solo una piccola parte graduale e controllata di ossigeno – ai fini dell’affinamento in bottiglia – dal tappo tecnico Nomacord in polietilene di canna da zucchero (che allontana anche il problema del TCA, ovvero il cosiddetto sentore di tappo!). Ca’ dei Frati grazie a queste accortezze tecniche è in grado di produrre vini con una quantità di solfiti estremamente bassa, scelta che pone una particolare attenzione e riguardo agli amanti del vino che sono però intolleranti o persino allergici ai solfiti.

Se vuoi provare i nostri vini, non ti resta che scoprire la selezione da qui.

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