Tag: raccolta

Dietro le quinte della vendemmia: volti, mani e storie di vino

La vendemmia a Ca’ dei Frati non è soltanto il momento più importante dell’anno dal punto di vista produttivo, ma è anche il periodo in cui prende vita la storia di una famiglia e di un territorio. Raccontare la vendemmia significa raccontare le persone che ogni giorno vivono la vigna e la cantina ed è proprio grazie ai protagonisti di questo rito che il nome Ca’ dei Frati continua a essere sinonimo di eccellenza e qualità nel panorama del vino italiano.

La famiglia Dal Cero è il cuore pulsante di questa realtà. Igino guida l’azienda con visione e determinazione, mantenendo saldo il legame con la tradizione, ma al tempo stesso proiettando ogni scelta verso il futuro. Le decisioni sulla raccolta, sui tempi e sui metodi non sono mai casuali: sono il frutto di esperienza, di conoscenza del territorio e di una passione che si rinnova di anno in anno. Accanto a lui ci sono Annamaria e Gian Franco, che con ruoli diversi completano l’anima della cantina, vivendo la vendemmia come un momento di intenso impegno, ma anche di orgoglio condiviso, lei in ufficio, gestendo carte e burocrazia, lui in vigna a contatto con la terra, alle prese con costanti controlli e supervisioni durante tutto l’anno.

Se la vigna regala i suoi frutti, è in cantina che si compie poi la magia. Qui l’enologo Carlo, con la supervisione di Igino, Michele e con il collega Davide, segue passo dopo passo la fermentazione, assaggia i mosti, ne osserva i profumi e le trasformazioni. Ogni scelta, dall’inizio della fermentazione fino all’affinamento, è decisiva per dare vita a vini capaci di raccontare il territorio della Lugana con eleganza e autenticità. Durante la vendemmia la cantina diventa un luogo particolarmente vivo, colmo di aromi e di energia, dove la tecnica si intreccia con la sensibilità personale di chi deve interpretare la materia prima.

Ci sono poi i vendemmiatori, le mani silenziose che all’alba percorrono i filari raccogliendo i grappoli uno a uno. La vendemmia manuale, scelta da Ca’ dei Frati per garantire la massima qualità, è un atto di pazienza e di rispetto: ogni grappolo viene selezionato con cura, evitando che chicchi non perfetti possano compromettere l’eccellenza del vino. Senza il lavoro dei vendemmiatori, la magia della vendemmia non potrebbe realizzarsi. Sono loro i primi custodi di un processo che parte dalla terra e arriva fino al bicchiere. Tagliano i grappoli in vigna, li adagiano nelle tipiche cassette rosse che vengono poi svuotate nella cisterna che raccoglie le uve per mandarle poi dritte alla pigiatura.

Non mancano poi i giovani collaboratori e gli stagisti, che con entusiasmo partecipano a questa esperienza unica. Per loro la vendemmia a Ca’ dei Frati rappresenta una scuola di vita, un’occasione per imparare da vicino i segreti della viticoltura e della vinificazione, un’opportunità che Ca’ dei Frati sempre dona attraverso collaborazioni con le scuole professionali. La freschezza delle loro idee e la loro voglia di fare portano nuova energia a un momento che, pur essendo radicato nella tradizione, si rinnova ogni anno con sfumature diverse.

La vendemmia in Ca’ dei Frati è anche comunità ed emozione. Non si tratta solo di raccogliere uva e trasformarla in vino, ma di condividere giornate intense, fatica e soddisfazioni, dalla mattina alla sera. È fatta di risate nei campi e di canti popolari, di pause pranzo semplici e conviviali e cene in compagnia dei colleghi, di sguardi complici in cantina mentre si assaggia il mosto appena nato. Sono queste emozioni a rendere unico il vino di Ca’ dei Frati: dietro ogni bottiglia di Lugana, Brolettino o Pratto non c’è solo tecnica, ma una vera e propria storia di persone e di legami.

Raccontare la vendemmia Ca’ dei Frati significa dare valore alle persone che la rendono possibile, dal primo grappolo raccolto fino all’ultimo sorso versato nel calice. È grazie alla passione della famiglia Dal Cero, alla competenza dell’enologo, alla dedizione dei vendemmiatori e all’entusiasmo delle nuove generazioni se oggi i nostri vini riescono a trasmettere l’anima del territorio e a emozionare chi li assaggia in Italia e nel mondo. La vendemmia è il nostro rito più antico e più moderno, il momento che racchiude la vera identità di Ca’ dei Frati: un incontro di mani, cuori e teste che trasformano l’uva in emozione.

cantina, lugana, raccolta, vendemmia, Vino, vite

La vendemmia tecnicamente

La vendemmia rappresenta uno dei momenti più importanti nella produzione del vino, un processo che unisce tradizione e conoscenze tecniche per garantire il massimo della qualità e i migliori risultati dopo tanto lavoro e fatica nel vigneto. La raccolta delle uve è davvero una fase cruciale, che influisce direttamente sul risultato finale del vino, sia esso rosso, bianco o rosato.

Ma quali sono le varie fasi della vendemmia? Come si decide il momento giusto per raccogliere le uve? E cosa succede dopo la raccolta?

Quando raccogliere: il momento ideale

La vendemmia inizia con una domanda fondamentale: quando raccogliere l’uva? La scelta del momento giusto dipende principalmente dalla maturazione del frutto stesso, che a sua volta è influenzata da diversi e numerosi fattori, spesso dipendenti dalle condizioni della natura del luogo:

  • Varietà dell’uva: ogni varietà di vite ha il suo periodo ideale di maturazione, ancor più se si tratta di uve “autoctone” che crescono e rendono particolarmente bene nell’ambiente in cui si trovano.
  • Condizioni climatiche: sole, pioggia, temperatura e ventilazione influiscono moltissimo sullo sviluppo dei grappoli. Anche il meteo della stagione in corso influisce sia sulla maturazione delle uve, sia sulla vendemmia stessa (in caso di numerosi giorni di pioggia la vendemmia potrebbe prolungarsi molto, con il rischio di oltrepassare il grado perfetto di maturazione e quindi il momento migliore della raccolta).
  • Condizioni del suolo: il tipo di terreno (nel caso del Lugana si tratta di suolo argilloso, sabbioso e calcareo) può favorire o rallentare la maturazione.

La maturazione dell’uva invece viene valutata dagli agronomi tramite l’osservazione di tre aspetti chiave:

  • Maturazione zuccherina: misurata tramite il contenuto di zucchero (fruttosio) nell’uva, che influisce sul futuro grado alcolico del vino.
  • Maturazione fenolica: riguarda la presenza di tannini e polifenoli, particelle contenute negli acini, fondamentali per il colore e la struttura dei vini, soprattutto rossi.
  • Acidità: un’adeguata acidità assicura freschezza ed equilibrio al vino, soprattutto nei bianchi e in modo particolare nel Lugana DOC.

Per determinare il momento esatto della raccolta, i viticoltori utilizzano strumenti specifici, come il rifrattometro per misurare il grado zuccherino del succo d’uva e l’acidimetro per valutarne invece l’acidità. Una volta che l’uva ha raggiunto l’equilibrio ideale tra questi fattori, solo allora si procede alla raccolta, che nel caso di Ca’ dei Frati è svolta totalmente a mano per poter selezionare solo i migliori grappoli e per poter tornare due volte in vigna per raccogliere nello stesso vigneto uve con gradi di maturazione differenti.

La raccolta manuale: un’arte di qualità

Anche se esistono numerose possibilità e tecniche di raccolta meccanizzata, la raccolta a mano è considerata la migliore per garantire la qualità del futuro vino. Questo metodo permette una selezione accurata dei grappoli, scartando quelli non perfettamente maturi o danneggiati. L’uva inoltre viene raccolta delicatamente per evitare rotture premature degli acini, che potrebbero compromettere la qualità del mosto a causa di fermentazioni che possono partire spontaneamente. Inoltre nel caso di Ca’ dei Frati dopo una prima raccolta, si torna nello stesso vigneto circa 45 giorni dopo, per raccogliere le stesse uve a un grado di maturazione diverso, per donare al vino una maggiore struttura e un migliore equilibrio tra naso e palato.

Dopo la raccolta: cosa succede alle nostre uve

Una volta raccolte, le uve vengono immediatamente trasportate in cantina per la fase successiva: la pressatura. In questa fase, si estrae il dolce succo dagli acini, attraverso una pressatura soffice del frutto, ottenendo così un mosto con il quale poi avviare immediatamente il processo di fermentazione, per trasformarlo in vino.

La pressatura: cos’è e come funziona

La pressatura consiste nello schiacciare gli acini per estrarne il succo, chiamato appunto mosto, che diventerà poi vino attraverso il processo di fermentazione. L’obiettivo è ottenere il mosto senza rompere eccessivamente i semi e le bucce, che potrebbero rilasciare sostanze indesiderate, percepibili di conseguenza nel vino.

Esistono in particolare tre tipologie principali di pressatura, a seconda del tipo di vino che si vuole ottenere:

  • Pressatura per i vini bianchi: per i bianchi come il Lugana DOC, la pressatura avviene quasi subito dopo la raccolta e prima della fermentazione. Si schiaccia delicatamente l’uva per ottenere un mosto limpido e senza contatto prolungato con le bucce, che rilascerebbero colore e tannini (che danno sensazioni astringenti al palato). Questo processo preserva così la freschezza e l’acidità del frutto, rendendoli percepibili poi nel futuro vino.
  • Pressatura per i vini rossi: nel caso dei rossi, la pressatura avviene dopo una fase di macerazione in cui il succo d’uva resta a stretto contatto con le bucce per estrarne il colore, i tannini e gli aromi caratteristici. Solo al termine della macerazione (il periodo è variabile a seconda del vino rosso che si vuole ottenere), il mosto viene separato dalle bucce.
  • Pressatura per i vini rosati: per i rosati, la pressatura segue una macerazione breve, solitamente di poche ore. Questo permette di estrarre solo una leggera quantità di colore dalle bucce (motivo per cui il vino diventa rosa e non rosso), ottenendo il tipico colore rosato e un vino di corpo medio, fresco e delicato.

La vendemmia è un’arte che richiede attenzione e competenza in ogni fase, dalla scelta del momento giusto per la raccolta fino alla pressatura delle uve. Ogni dettaglio, dal metodo di raccolta alla tipologia di pressatura, contribuisce a definire il carattere e la qualità del vino finale. Che si tratti di un vino bianco fresco, un rosso strutturato o un rosato profumato, la cura in questi passaggi garantisce un prodotto di alta qualità, capace di esprimere al meglio il territorio e la passione di chi lo produce.

Se vuoi scoprire come è stata la vendemmia, consulta il nostro “Diario della vendemmia” con numerosi dettagli e curiosità giorno per giorno.

cantina, doc, lugana, lugana doc, maturazione, pigiatura, pressatura, raccolta, Turbiana, uva, uve, vendemmia, vigneto