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I Privilegi di Famiglia: l’affinamento del vino

Nel mondo del vino, il tempo è una delle variabili più decisive e allo stesso tempo più difficili da comprendere fino in fondo. Non è soltanto una misura cronologica, ma un elemento capace di trasformare profondamente il vino, ridefinendone il profilo aromatico, la struttura e l’equilibrio.

Quando si parla di vini che evolvono nel tempo, si incontrano spesso termini come affinamento, evoluzione, longevità. Talvolta, nel linguaggio comune, si utilizza anche il termine “riserva”, spesso associato all’idea di un vino che ha trascorso più tempo in cantina prima di essere messo in commercio.

Con i Privilegi di Famiglia, Ca’ dei Frati propone una propria interpretazione di questo concetto: non una definizione tecnica, ma una scelta culturale e produttiva. Una visione che mette la qualità e il tempo al centro, come strumenti per accompagnare il vino verso la sua espressione più completa.

Cosa significa davvero affinamento nel mondo del vino

Nel linguaggio enologico, l’affinamento rappresenta la fase successiva alla fermentazione, durante la quale il vino matura e si stabilizza. Può avvenire in diversi contenitori, come acciaio, legno o bottiglia, e ciascun ambiente influisce in modo differente sul risultato finale.

Durante l’affinamento si verificano anche alcune trasformazioni fondamentali:

  • una progressiva integrazione delle componenti (quali alcol, acidità, estratto, tannini)
  • l’evoluzione del profilo aromatico, con il passaggio da aromi primari (legati al vitigno e al suo frutto) a note secondarie (dalla fermentazione) e terziarie (dall’affinamento, per esempio in bottiglia)
  • una maggiore stabilità e armonia gustativa

Nel caso dell’affinamento in bottiglia, che è centrale per i Privilegi di Famiglia, il vino evolve in un ambiente riduttivo, cioè in totale assenza di ossigeno. Questo favorisce una trasformazione lenta e profonda, che porta alla comparsa di aromi complessi e alla definizione di una texture più fine anche al palato.

Evoluzione e longevità: due concetti chiave

Non tutti i vini però sono destinati a evolvere nello stesso modo. La capacità di un vino di migliorare nel tempo, ovvero ciò che in ambito enologico viene definito potenziale evolutivo, dipende da diversi fattori: innanzitutto dall’acidità, che è fondamentale per sostenere il vino nel tempo; dalla struttura, ovvero la concentrazione e la materia di cui è composto il vino; l’estratto e la componente minerale, che di solito proviene anche dalla tipologia del suolo; nel caso dei rossi, anche la presenza e la qualità dei tannini.

La longevità non è quindi semplicemente la durata della bevibilità vino, ma la sua capacità di evolvere mantenendo equilibrio e acquisendo complessità.

Nel territorio del Lugana, la Turbiana si distingue proprio per questa caratteristica: una combinazione di acidità, sapidità e struttura che le consente di affrontare il tempo con sorprendente eleganza.

Il tempo come scelta: i Privilegi di Famiglia

È su queste basi che nascono i Privilegi di Famiglia. Non si tratta solo di vini che riposano più a lungo, ma di una scelta consapevole: trattenere alcune annate e lasciarle evolvere per cinque anni prima della loro commercializzazione.

Durante questo periodo, il vino attraversa una fase di trasformazione profonda che li rende estremamente più interessanti: i profumi si ampliano, passando da note fresche e immediate a sentori più complessi, ideali con piatti più strutturati o anche da meditazione; la struttura si distende, trovando maggiore equilibrio e la percezione gustativa diventa sempre più armonica e integrata. È un processo che non accelera lo sviluppo fisiologico del vino, ma lo accompagna, non aggiunge, ma rivela.

Le quantità sono per questa ragione volutamente limitate: queste bottiglie restano per anni come una selezione preziosa della famiglia Dal Cero e vengono condivise solo quando il tempo ha compiuto il suo lavoro. Il Brolettino Lugana DOC e il Ronchedone sono disponibili in sole 4000 bottiglie, I Frati Lugana DOC 5000 bottiglie.

Come cambia il vino dopo cinque anni

Per comprendere davvero il senso dei Privilegi di Famiglia, è utile osservare come cambia concretamente il profilo sensoriale dei vini dopo cinque anni di affinamento in bottiglia, in particolare trattandosi di Lugana DOC, con vitigno 100% Turbiana.

Nel Lugana DOC I Frati Privilegio di Famiglia, la Turbiana mostra qui tutta la sua capacità ed espansione evolutiva.
Gli aromi primari quali note agrumate, fiori bianchi, note fresche e minerali lasciano spazio a un bouquet più complesso, dove emergono miele, frutta gialla matura e leggere ed inaspettate sfumature minerali e idrocarburiche.

Al palato, la struttura si amplia maggiormente: la sapidità diventa più profonda, la freschezza si integra con maggiore morbidezza e il sorso acquisisce lunghezza e persistenza.

Nel Brolettino Privilegio di Famiglia Lugana DOC, il tempo lavora su una materia già più ricca e strutturata dovuta al passaggio del vino in botti di rovere francese nuove per circa 8 mesi.
Le note di frutta matura si evolvono in questo caso verso sentori di spezie dolci, vaniglia, nocciola tostata e note mielate, con una progressiva integrazione delle componenti derivanti dal legno.

La tessitura gustativa diventa più setosa, la struttura si armonizza e il vino acquisisce una maggiore profondità, rendendolo particolarmente adatto anche ad abbinamenti gastronomici più complessi o addirittura a fine pasto, da meditazione.

Nel Ronchedone Privilegio di Famiglia, l’evoluzione riguarda invece in particolare la componente tannica e aromatica di questo vino rosso.
I tannini, inizialmente più presenti, diventano più fini e vellutati, mentre il profilo olfattivo evolve verso note di frutta rossa matura, qualche spezia, ma anche cacao, tabacco e sfumature più balsamiche.

Il risultato è un vino in cui la potenza iniziale lascia spazio a una maggiore eleganza e complessità, con un equilibrio più compiuto.

L’arte di coltivare il tempo

Parlare di affinamento e di evoluzione significa, in fondo, parlare di visione. Scegliere di aspettare richiede infatti molta fiducia: nel vino, nel territorio e nel proprio lavoro. I Privilegi di Famiglia nascono da questa convinzione: che il tempo non sia solo un fattore esterno, ma una vera e propria dimensione del vino.

Perché un grande vino non è soltanto ciò che è nel momento in cui nasce. È anche ciò che può diventare.

E accompagnarlo in questo percorso è, forse, la forma più autentica di cura.

Puoi trovare i nostri Privilegi di Famiglia con le schede tecniche qui.

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I Privilegi di Famiglia: l’arte di coltivare il tempo

Ci sono vini che nascono per essere bevuti giovani, esprimendo subito la loro freschezza e immediatezza.
E poi ci sono vini che chiedono tempo.

Per la famiglia Dal Cero, alla guida di Ca’ dei Frati, il tempo non è solo un passaggio naturale: è uno strumento di lavoro, un alleato silenzioso capace di rivelare nuove sfumature e profondità. È da questa visione che nascono i Privilegi di Famiglia, una linea speciale che racconta una scelta precisa e, per certi aspetti, controcorrente.

In un mondo del vino che spesso accelera, Ca’ dei Frati sceglie di aspettare.

I Privilegi di Famiglia: una filosofia di tempo e longevità

I Privilegi di Famiglia sono alcune delle annate più preziose dei vini di Ca’ dei Frati, custodite più a lungo prima di essere condivise. Le bottiglie restano per cinque anni in affinamento, mentre le vendemmie si susseguono e il vino continua lentamente il suo percorso di evoluzione.

È una scelta che nasce dalla convinzione che la longevità dei vini della terra del Lugana e dei vini rossi di Ca’ dei Frati meriti di essere valorizzata.

Non si tratta semplicemente di attendere.
Si tratta di coltivare il tempo, lasciando che il vino trovi il suo equilibrio più profondo e la sua espressione più autentica.

La produzione dei Privilegi di Famiglia è volutamente molto limitata. Per anni queste bottiglie restano come una preziosa selezione custodita dalla famiglia Dal Cero e vengono condivise solo quando il vino ha raggiunto la sua piena maturità.

Nascono così:

  • Lugana I Frati Privilegio di Famiglia

  • Brolettino Privilegio di Famiglia

  • Ronchedone Privilegio di Famiglia

Tre vini iconici di Ca’ dei Frati, uniti dalla stessa filosofia: dare valore al tempo, alla profondità e alla capacità di evoluzione del vino.

Lugana I Frati Privilegio di Famiglia: la longevità della Turbiana

Il Lugana I Frati è uno dei vini simbolo di Ca’ dei Frati e del territorio del Lugana DOC. La prima annata risale al 1969 e da allora questo vino ha contribuito a raccontare l’identità della Turbiana nel mondo.

Con il Lugana I Frati Privilegio di Famiglia abbiamo scelto di mostrare un volto meno conosciuto del Lugana: la sua straordinaria capacità di evolvere nel tempo, la sua spiccata e naturale longevità.

Dopo cinque anni di affinamento in bottiglia, il profilo aromatico si arricchisce e si amplia. Alle note fresche e delicate tipiche della Turbiana si affiancano sentori più complessi di miele, frutta gialla matura, mantenendo marcate sfumature minerali.

La struttura con la sua texture diventa più avvolgente, la sapidità più profonda, mentre la freschezza continua a sostenere il sorso con grande equilibrio.

Il Lugana I Frati Privilegio di Famiglia dimostra come il Lugana DOC possa essere non solo un vino di grande freschezza, ma anche un bianco capace di evolvere e migliorare negli anni, capace di far vivere un’esperienza unica.

Brolettino Privilegio di Famiglia: il Lugana più strutturato

Il Brolettino nasce nel 1987 ed è stato tra i primi Lugana ad essere affinato in legno di rovere francese. Da sempre rappresenta l’espressione più strutturata e materica della Turbiana.

Con il Brolettino Privilegio di Famiglia il tempo diventa parte integrante dell’identità di questo vino.

Dopo cinque anni di evoluzione in bottiglia, il vino sviluppa una trama aromatica più ampia e stratificata, più complessa. Le note di frutta matura a polpa bianca e gialla si fondono con sentori di leggere spezie dolci, vaniglia e nocciola tostata.

La tessitura del vino diventa più morbida e profonda, mentre la struttura sostiene il sorso con grande eleganza.

Il Brolettino Privilegio di Famiglia dimostra quanto la Turbiana possa esprimere complessità e profondità, rivelando anche una sorprendente vocazione gastronomica.

Ronchedone Privilegio di Famiglia: l’evoluzione del rosso di Ca’ dei Frati

Con il Ronchedone Privilegio di Famiglia questa filosofia si estende anche al rosso più iconico di Ca’ dei Frati.

Il Ronchedone nasce nel 1989 per volontà di Pietro Dal Cero, capostipite della famiglia Dal Cero, in un territorio storicamente vocato ai vini bianchi. Fin dall’inizio si è distinto per la sua struttura importante, la ricchezza aromatica e la capacità di evoluzione e di trarre dal terreno le sue caratteristiche migliori.

Dopo cinque anni di affinamento in bottiglia il vino raggiunge una nuova armonia. I tannini diventano più setosi e integrati, mentre il profilo aromatico evolve verso note di frutta rossa matura, interessanti spezie, un leggera spolverata di cacao fondente, tabacco e sfumature balsamiche.

La potenza iniziale si trasforma così in maggiore eleganza e profondità, offrendo un sorso più complesso e raffinato.

Privilegio di Famiglia: quando il tempo diventa visione

I Privilegi di Famiglia non sono solo vini.
Sono il racconto di una filosofia.

Credere nella longevità dei vini quando il mercato chiede velocità.
Custodire alcune annate più a lungo per lasciarle esprimere pienamente.
Condividere poche bottiglie solo quando il tempo ha fatto il suo lavoro.

Perché il tempo non è solo attesa.
È l’arte di rivelare la vera anima del vino.

Ed è, da sempre, il nostro Privilegio.

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Le mille vite del Lugana DOC

Il vino è un gioco di emozioni

Spesso ci si chiede quanto possa durare nel tempo un vino bianco. Allora si passa a valutare il modo in cui viene conservato e naturalmente il tappo. Di seguito si considera la tipologia di vino magari raffrontandola ad altre della stessa categoria alla ricerca – spesso vana – di risposte adatte. Ci siamo chiesti quindi anche noi quanto possa durare il Lugana DOC, o forse diremmo meglio quanto possa regalarci emozioni, perchè, se conservato bene e se non ci sono intoppi negli anni, il prodotto consumato dopo qualche tempo non potrà che essere buono. Cambiato, modificato, ovviamente. E’ quindi per lo più una questione di gusto personale.

Igino Dal Cero, produttore di Ca’ dei Frati, crede molto nelle potenzialità strutturali e gustative del Lugana DOC che si ottengono con l’affinamento regalato dal tempo. Il vino non invecchia né migliora, ma muta in modo proteiforme, si adatta agli influssi del tempo, rimanendo nel profondo tuttavia sempre uguale a se stesso. Per questo sono davvero molto importanti le lavorazioni in cantina e ancora prima in vigna, per essere certi di ottenere un grande prodotto proiettato nel futuro.

Il tempo influisce largamente sul vino, è una variabile importante da considerare in fase di produzione, ma anche nei termini di una prossima stappatura. Il colore vira in toni dorati – il tesoro che riemerge dopo anni dalle profondità di una bottiglia dal vetro scuro -, la glicerina lo rende più viscoso – una vera elisir di lunga vita -, infine smussa il suo carattere duro diventando più morbido e riflessivo, nelle rughe del tempo. Ma l’esperienza che ha trascorso nella sua vita come grappolo e poi trasformato in cantina lo segnerà per sempre. Di fatto rimane uguale a se stesso nella sua semplice vocazione virginale. Mantenutosi intaccato e puro nella sua campana di vetro.

Armando Castagno ha definito il Lugana DOC degno di un importante segnalibro nel volume dei grandi vini bianchi italiani da lungo invecchiamento. E a tal proposito Igino Dal Cero è assolutamente d’accordo, basta esserne capaci di prevederne le potenzialità, attività non sempre facile per un viticoltore. Tuttavia ricorda, andando indietro nelle sue quarantatré vendemmie, che questa attitudine all’ascolto dell’uva, della natura e del vino stesso gli è stata insegnata dal padre Pietro Dal Cero, fondatore dell’azienda:

“[…] mio padre veniva in cantina al mattino e poi tornava alla sera a controllare. Mi ha dato le chiavi della cantina che non ero ancora maggiorenne, mi ha lasciato sbagliare, per farmi imparare, dandomi molta responsabilità”.

 

Di cosa parliamo quando parliamo di Lugana DOC

Il Lugana DOC ha una zona di produzione molto limitata: si tratta di circa 15km tra Brescia e Verona, estendendosi su cinque comuni poiché si tratta di una denominazione interregionale. Il luogo definisce meglio la struttura del vino perché il territorio gioca un ruolo di primaria importanza per la creazione del suo profilo unico e invidiabile. Il lago con la sua massa d’acqua e le correnti ventose che scendono dal Trentino creano uno sbalzo termico notevole tra giorno e notte, ma non solo: creano anche il clima ideale per il vigneto durante tutto l’anno. Ben quattro glaciazioni si possono contare in questa zona; queste hanno fatto sì che la temperatura sia cambiata costantemente e che il ghiaccio si sia sublimato, passando dallo stato solido allo stato gassoso, lasciando sul posto un materiale idrogeologico composto da pietre incongrue tra loro, provenienti dai versanti alpini e che hanno trovato dimora proprio tra Lombardia e Veneto.

 

La nostra macchina del tempo vinicola: dal 2022 al 2004.

Ecco cosa ci ha regalato il tempo. 

verticale di lugana i frati in degustazione

Annata 2022

Un giovane Lugana ricco. Profumatissimo, pieno ed estremamente verticale e verde. L’imbottigliamento è avvenuto nella prima settimana di marzo 2023 dopo un affinamento piuttosto lungo sulle fecce fini. Questa tecnica è applicabile se si ha una persistente acidità; in tal modo si esalta la parte aromatica e resta una percezione acida che stupisce alla beva. La 2022 è stata un’annata molto calda, con anche acidità molto spiccata. Irrigazione a goccia in questo contesto ha aiutato molto (siamo stati i primi in Lugana ad apportarla in vigneto): si parla infatti di irrigazione di soccorso. Come nel caso del 2022 con un’annata molto calda, per un vino di grande acidità, dare qualche volta in più l’acqua con un gocciolante preciso che misura i litri per pianta permette di ottenere un importante bouquet di aromi e una poderosa struttura nel vino.

All’assaggio la vegetalità dei sentori non risulta cruda, ma si abbina ad un’ampia florealità che ricorda a tratti il sambuco, vira al succo di pompelmo con una verve perspicace e un ingresso sapido all’assaggio. Senza nessuna frizione.

Si sta valutando una vinificazione che parte da una vendemmia di quasi 40 giorni: anticipata all’inizio dove la nota vegetale è più spiccata, fino alla rotondità data dalla vendemmia tardiva. Ogni mese ha le proprie caratteristiche che vengono donate alle uve raccolte in differenti periodicità.

Annata 2021

Questa ha il doppio delle risorse in questa fase, due anni sulle spalle fanno sì che sia la carta immancabile per i vini di lungo invecchiamento. La nota più incredibile è la sua refrattarietà all’ossidazione che riporta questo Lugana ad un confronto pertinente con i vini  più longevi tedeschi e francesi, rispettivamente come i Riesling e alcuni Champagne. Sono quelli che Armando Castagno definisce “vini combattivi nel tempo”.

Tutto questo è aiutato da un tappo tecnico, scelto dopo svariate prove avvenute prima con microgranine, poi con il polietilene di canna da zucchero su cui si ha puntato: il tappo Nomacorc che garantisce una protezione del vino molto alta, l’utilizzo di una minore quantità di solfiti e una lunghissima (e piacevolissima) persistenza.

Annata 2017 – Privilegio di Famiglia

Al palato questo vino è fallace, non sembra essere un 2017: riporta una freschezza aromatica molto importante, che vira – a causa dei suoi anni – su una percezione maggiormente fruttata.

Si tratta della linea Privilegio di Famiglia: un vino che ha trascorso i suoi ultimi cinque anni in affinamento in bottiglia. La sensazione è meno agrumata rispetto alle annate più fresche, ma virante più verso la pesca “spaccarella”, con piacevoli note di talco mentolato, una ventata balsamica e fresca; a questo punto le note verdi sono quasi sparite, nulla di crudo persiste: anice e finocchio sono i sentori maggiormente percepibili. Si tratta di un vino molto completo, in cui note di fiori d’arancio sono un nostalgico e autoctono ricordo della sua vita iniziale. Chiude con un finale tipico del Lugana: l’olio essenziale di mandorla bianca pelata.

Annata 2011

Qui si entra in una pasticceria in piena produzione: note di frutta secca, note resinose e anche amidacee. Al naso sentori dolci, che invogliano la beva. Alla vista colpisce la sua palette dorata. In bocca l’anacardo, l’olio essenziale di noce, con note anche amaricanti si susseguono mantenendo una potente mineralità che rende questa esperienza solenne e monumentale.

Un vino ricco di ghirigori aromatici e affreschi, come ci racconta Armando Castagno, nonostante sia stata un’annata piuttosto fresca e anche sofferta dal momento che la vendemmia venne allungata di più del previsto, ragion per cui ha anche un’acidità più alta della media generale. Tuttavia questa caratteristica – meravigliosamente nel Lugana – ne esalta incredibilmente il carattere agrumato anche a distanza di anni.

Annata 2007

Cumino, maraschino, cereale tostato, frutto esotico, spezie pestate, canditi bolliti nello zucchero. È stata l’azione dei quindici anni trascorsi a riposo in bottiglia a colorarlo in modo così dolce. Porta con sé una complessità disarmante dovuta anche ad un’annata molto proficua e piuttosto calda. Qui vale ogni considerazione: ogni assaggio muta, si irrobustisce, si palesa diversamente, si mostra sotto punti di vista diversi. Una poesia liquida, tutta da interpretare.

Annata 2004

Ci piace ricordare il tocco di mimosa, percepito dal colto naso di Armando Castagno, insieme a note complesse di evoluzione ed eleganti sentori terziari dovuti al tempo di permanenza in bottiglia. Non mancano all’appello sentori pluviali e di acqua salmastra, il lago grazie alla sua vicinanza dialoga da millenni con le terre del Lugana. In generale porta ancora una dimensione enoica e un carisma davvero incredibili con sicure grandi potenzialità espressive.

L’approccio interessante di questo vino è che permette alla comunità umana del luogo e a quella aziendale di poter ragionare, studiare e sperimentare continuamente nel corso del tempo i suoi incredibili risultati. E tutto questo lavoro serve per dare una logica a questo vino nel tempo.

Trovare una scintilla che lo faccia riconoscere al naso e al palato, che faccia tornare l’assaggiatore al luogo della sua nascita e vinificazione, che permetta di filtrare attraverso il vino il luogo e che lo renda non confondibile con nessun altro: questi sono gli obiettivi che la Storia deve porsi quando prende la forma di una bottiglia.

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Maria Chiara Dal Cero

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