Tag: inverno

Degustare il Lugana d’inverno: un dialogo lento tra vino, tempo e silenzio

Il Lugana è un vino che non ama presentazioni affrettate.
Preferisce essere scoperto poco alla volta, come un paesaggio invernale che cambia a seconda della luce e dell’ora del giorno.

In inverno, quando il ritmo rallenta e tutto riporta all’interiorità, il Lugana trova uno dei suoi tempi ideali. Degustarlo non significa analizzarlo, ma entrare in relazione con lui. Sedersi, respirare, ascoltare. È un gesto semplice, quasi meditativo, che si accorda perfettamente con l’atmosfera del lago di Garda nei mesi più silenziosi.

Si comincia osservando il colore. Nel calice il Lugana riflette la luce con discrezione: giallo luminoso, a volte attraversato da riflessi verdolini e lievemente dorati. Non è un colore che cerca attenzione, ma che invita alla calma e alla contemplazione. Guardarlo controluce è già parte dell’esperienza, un modo per preparare i sensi.

Il profumo arriva con delicatezza. Non serve cercare definizioni precise o ricordare aromi imparati a memoria. Basta lasciarsi attraversare da una sensazione. Può evocare frutta fresca a polpa bianca e gialla, a tratti acerba come una mela verde, fiori bianchi come il gelsomino e la camomilla, il ricordo di una boccata d’aria pulita dopo una passeggiata sul lago. Ogni percezione è valida, perché racconta un momento diverso, un ricordo e un’emozione.

Il sorso è il cuore del rito.
In inverno il Lugana sorprende per equilibrio e profondità, soprattutto se si degusta quello dell’annata appena conclusa. È avvolgente senza essere pesante, elegante senza essere distante. Accompagna una cena lenta, una conversazione che si prende il suo tempo, un silenzio condiviso senza imbarazzo.

Un suggerimento che arriva direttamente da Ca’ dei Frati
Per gustare al meglio i vini, non è necessario decantarli, nemmeno per quanto riguarda i vini rossi.
Il consiglio è più semplice e rispettoso: aprire la bottiglia, rimuovere il tappo e lasciare che il vino respiri naturalmente a bottiglia aperta.

  • Vini bianchi come il Lugana: si consiglia di lasciarli aperti circa 15 minuti prima di berli

  • Vini rossi come il Ronchedone o l’Amarone della Valpolicella Pietro Dal Cero: circa 30 minuti

Questo piccolo gesto permette al vino di aprirsi gradualmente, senza forzature, mantenendo intatta la sua armonia. È un approccio che privilegia il tempo e l’ascolto, evitando un incontro tra il vino e l’ossigeno molto improvviso e drastico, come accade utilizzando un decanter.

Degustare il Lugana in questa stagione significa accettare la lentezza come valore. Significa bere meno, ma meglio. Ascoltare di più, intervenire di meno.
Ed è forse questo il legame più profondo tra il vino e il territorio: entrambi danno il meglio quando non vengono sollecitati, ma accompagnati.

Vista sul lago dai nostri locali La Fenice Bistrot e La Lugana Trattoria

decantazione, degustazione, inverno, lugana, lugana doc, Turbiana

I nostri vini & la cucina vegetale dello chef Edo – edizione invernale

Eccoci al secondo appuntamento con gli abbinamenti ricercati tra cibi vegetali e i nostri vini. Il focus questa volta riguarda i vini rosati e rossi: Rosa dei Frati, Ronchedone e Amarone della Valpolicella DOCG Pietro Dal Cero sono i protagonisti degli abbinamenti studiati dallo chef Edoardo Nizzola, alla ricerca di sapori e sposalizi enogastronomici eleganti e sopraffini.

Chi desidera sperimentare un’esperienza multisensoriale non ha altro da fare che mettersi ai fornelli e provare le ricette e i consigli dello chef studiati appositamente in abbinamento ai vini prescelti. Non si tratta di semplici abbinamenti dove il vino viene scelto come secondo partner in questa unione gustosa, ma bilanciamenti esatti realizzati per realizzare gli ingredienti di stagione con le tonalità sensoriali e olfattive dei rispettivi vini.

Un lavoro fine e sensibile, riuscito grazie ai tanti anni di esperienza dello chef bresciano che da anni si cimenta specializzandosi maggiormente nella cucina vegetale e, come la definisce lo stesso, “dal Colore buono”.

Ecco qui le proposte studiate in versione invernale.

Risotto Carnaroli, cotto nel latte di mandorla, dadolata di mela verde e polvere di rosa mosqueta

Abbinamento con la Rosa dei Frati – Marzemino, Sangiovese, Groppello e Barbera

Ingredienti per 4 persone:

  • Riso Carnaroli 220 gr
  • Olio EVO di Ca’ dei Frati 4 gr
  • Latte di mandorla 200 gr
  • Mela verde n1 30 gr
  • Polvere di rosa mosqueta 4 gr
  • Brodo vegetale 300 gr
  • Carota, Sedano, Cipolla 80 gr
  • Vino Rosa dei Frati 20 gr
  • Sale 6 gr
  • Grana padano 10 gr
  • Burro 5 gr

Mettete l’acqua in una pentola, aggiungete le verdure e fatele bollire per qualche minuto in modo che le verdure rilascino i propri sapori e poi spegnete per farle riposare.

Prendete una casseruola piccola e metteteci il riso con l’olio EVO e fate tostare finché i chicchi non diventano leggermente trasparenti. Sfumate con il vino Rosa dei Frati e una volta evaporato cominciate ad aggiungere il latte di mandorla e il brodo vegetale filtrato finché non verrà assorbito completamente. A questo punto saranno passati circa 15 minuti. Togliete dal fuoco e cominciate a mantecare con il burro, il formaggio e il sale: incorporate bene tutti gli ingredienti così da ottenere come risultato un risotto molto cremoso.

Prendete la mela, tagliatela a cubetti e conditela leggermente con l’olio EVO. A questo punto potete impiattare: mettete il risotto in un piatto piano, accomodate la vostra mela in modo uniforme sul risotto e cospargete il tutto con la polvere di rosa mosqueta per creare infine un sentore profumato intrigante.

 

Indivia belga brasata al vino Ronchedone di Ca’ Dei Frati, crema di carruba e bacche di mirtillo nero

Abbinamento con il Ronchedone – Marzemino, Sangiovese e 10% Cabernet

Ingredienti per 4 persone:

  • Indivia belga n4 pezzi
  • Olio EVO di Ca’ dei Frati 40 gr
  • Vino Ronchedone 100 gr
  • Timo, salvia, alloro 5 gr
  • Polvere di carruba 10 gr
  • Latte di soia 50 gr
  • Olio di girasole 130 gr
  • Succo di limone 6 gr
  • Sale 3 gr
  • Bacche di ribes 40 gr

Prendete l’indivia belga, togliete le prime foglie e mettetela in una teglia con sale e olio EVO, fatela cuocere in forno per circa 40 minuti a una temperatura di 140 gradi.
A parte fate bollire il vino Ronchedone con timo, alloro e salvia e lasciatelo ridurre. Prendete poi il latte di soia e, con l’aiuto di un minipimer, andate a montare la crema aggiungendo il succo di limone, la polvere di carruba e il sale e versate a filo l’olio di girasole. Una volta ottenuta la crema, mettetela in un biberon da cucina che vi servirà per impiattare. A questo punto finite la cottura della vostra indivia mettendola nella pentola con la riduzione di vino fino a una completa glassatura, così da ottenere come risultato una salsa avvolgente e l’indivia morbida.

Impiattate creando un cerchio sul fondo del piatto con la crema di carrube, in modo da formare il perimetro che possa contenere la salsa che andrete a versare sulla vostra invidia belga. Ultimate il piatto con le bacche di ribes che andrete a lucidare leggermente con olio EVO.

 

Cavolfiore giallo dei Ronchi laccato con riduzione di Amarone della Valpolicella DOCG Pietro Dal Cero, cioccolato e tabacco, semi di anice e menta essiccata

In abbinamento con l’Amarone della Valpolicella DOCG Pietro Dal Cero – Corvina, Corvinone e Rondinella

Ingredienti per 4 persone:

  • Cavolfiore violetto 300 gr
  • Vino Amarone della Valpolicella DOCG Pietro Dal Cero 100 gr
  • Cioccolato fondente 80% 40 gr
  • Tabacco da sigaro 6 gr
  • Latte mandorla 50 gr
  • Semi di anice 3 gr
  • Menta essiccata 1 gr
  • Sale 2 gr
  • Olio EVO di Ca’ dei Frati 20 gr

Prendete il cavolfiore e tagliatelo in parti uguali in modo da ottenere 4 spicchi. Conditelo con sale e olio EVO e cuocete in forno per 50 minuti a una temperatura di 130 gradi.
Per la salsa: mettete il tabacco nel latte così da aromatizzarlo, mettetelo poi sul fuoco e portatelo a ebollizione. Spegnete il tutto e filtrate con un colino dalla maglia fine. Una volta filtrato tutto, versate sul cioccolato in modo da farlo sciogliere con il calore.

Prendete l’Amarone e mettetelo a bollire così da ridurlo; a questo punto incorporate la cioccolata nel vino, fatela cuocere ancora fino a ottenere una salsa lucida e poi mettetela da parte. Prendete il vostro cavolfiore cotto, adagiatelo in mezzo al piatto e andate a laccarlo con la salsa. Ultimate il piatto con semi di anice e foglie di menta essiccata per dare una parte balsamica e fresca al vostro piatto.

 

Se volete rifornirvi dei nostri vini in tempo per organizzare il vostro pranzo o la vostra cena con le nostre ricette, li trovate qui.

Vi auguriamo buon appetito!

 

Lo Chef Edoardo Nizzola
“La mia esperienza lavorativa inizia al Gambero di Calvisano con una cucina tradizionale ma innovativa; sono stato per 8 anni proprietario e socio del ristorante Fiamma Cremisi a Viadana di Calvisano con cucina tradizionale rivisitata, poi bancheting e ristorazione al Monastero a Soiano del Lago cucina di carne e di pesce, infine ritorno a Brescia al Castello Malvezzi con cucina mediterranea innovativa. Decido di ritornare sul lago prima su una sponda a Rivoltella presso la trattoria Dall’abate con cucina di pesce e poi sull’altra sponda a Padenghe per aprire il ristorante Miralago con cucina di carne e di pesce dal taglio innovativo, infine a Castiglione da Mutty con una proposta solo vegetale dopo un percorso dallo chef Pietro Leeman, cucina che a me piace chiamare cucina dal Colore Buono”.

abbinamenti, abbinamento, Amarone, Ca dei Frati, chef edo, degustazione, inverno, Pietro dal Cero, ronchedone, rosa, rosa dei frati, Vino