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La tavola delle feste: l’arte di Ca’ dei Frati tra vini e piatti della tradizione

In quei giorni in cui l’inverno accende le sue luci e le tavole si fanno canto, si respira, nel silenzio prima del brindisi, nei calori che tornano, un soffio di attesa e di memoria. Le feste non sono solo momenti: sono ritmi sacri, tessuti di mani che preparano, voci che raccontano, profumi che riportano all’infanzia e alla promessa di nuovi inizi.

In questo scenario, un calice diventa un sigillo: un “grazie” che si leva alla terra, al tempo, al rigoroso lavoro che si è svolto tra i filari. Perché nella cantina di Ca’ dei Frati ogni bottiglia nasce da un legame viscerale con il suolo del Garda, con le viti osservate con rispetto e cura, dalla prima gemma fino alla vendemmia. La famiglia, che da generazioni custodisce questo patrimonio, ricorda che ogni giorno conta e che ogni uva, ogni grappolo, è un verso di un poema più ampio.

Così, mentre la tavola si carica di piatti antichi e di affetti rinnovati, il vino si dichiara compagno: fresco quando l’anima desidera leggerezza, strutturato quando la pietanza chiama forza, dolce quando la fine del pasto vuole il lento respiro del congedo. Ogni sorso parla: di fiori bianchi che fioriscono sul lago al mattino, di minerali che raccontano l’argilla e il vento, di frutta matura che trattiene in sé il sole dell’estate appena passata.

Ecco perché la magia vera delle feste, quella che resta oltre le luci e oltre le risate, è fatta di intimità, di armonia, di quei piccoli gesti che dicono “eravamo qui, insieme e lo ricordiamo”. Il calice si colma in quel momento e con esso la gratitudine: alla convivialità, alla storia, alla cura.

In questo spirito, i vini di Ca’ dei Frati non sono semplici etichette: sono racconti liquidi da condividere con chi si ama, strumenti di bellezza che rendono un brindisi non una semplice formalità, ma un atto di partecipazione. Quando la bottiglia viene stappata, si apre un invito al dialogo, alla memoria, alla promessa che ogni anno può accogliere un nuovo inizio pur nascendo dal profondo del passato.

E allora: che il bicchiere si rifletta nelle luci della festa, e che ogni abbinamento sia un ponte tra portata e emozione, tra sapore e ricordo. Proponiamo di seguito per ogni vino di Ca’ dei Frati un abbinamento con un cibo della tradizione, cercando di trovare un avvicinamento con gusto e curiosità per dare qualche suggerimento e idea in vista delle festività dicembrine.

Lugana DOC I Frati

Profilo del vino

Vino bianco tradizionale della tenuta, da uve Turbiana (Trebbiano di Lugana) in purezza.

Colore paglierino con riflessi verdolini, profumi freschi: fiori bianchi, cenni di agrumi freschi e frutta a polpa bianca.

Al palato: acidità vivace, mineralità salina, equilibrato.

Abbinamento consigliato: Risotto al pesce persico del lago di Garda con burro e salvia oppure trota arrosto in cartoccio con limone e erbe del Monte Baldo.

Perché funziona: la freschezza e la mineralità del Lugana I Frati ripuliscono il palato dopo il burro e le erbe aromatiche, le note agrumate e floreali  amplificano la delicatezza del pesce di lago, l’acidità bilancia la texture morbida.

Suggerimento di servizio: servire a circa 10 °C, aprire poco prima per lasciare emergere i profumi.

Brolettino Lugana DOC

Profilo del vino

Un Lugana “di struttura”, sempre da uve Turbiana, affinato per 10 mesi in legno.

Al naso: frutta gialla matura (pesca, mela gialla), note di vaniglia e mandorla tostata, finale balsamico.

Al gusto: pieno, morbido, con freschezza ancora percettibile e sapidità caratteristica.

Abbinamento consigliato: Cappelletti in brodo di cappone oppure Tacchino farcito ai frutti autunnali e castagne o ancora sformato di carciofi e patate con fonduta al pecorino.

Perché funziona: la struttura del Brolettino regge bene preparazioni più complesse e ricche, il passaggio in legno aggiunge morbidezza che abbraccia il brodo ricco oppure il tacchino farcito. Le note di frutta gialla e mandorla tostata entrano in sinergia con le castagne o i frutti secchi, e la freschezza del vino evita che la pietanza risulti troppo pesante.

Suggerimento di servizio: tra 10-12 °C, decantare brevemente solo a bottiglia aperta, se servito con piatto più importante.

Pratto

Profilo del vino

Un bianco contemporaneo pensato per sorprendere: morbido ma teso, ricco ma mai pesante, capace di unire solarità e freschezza in un equilibrio moderno ed elegante.

Al naso: pesca matura, ananas, frutta tropicale, fiori bianchi, note agrumate e un accenno delicato di erbe aromatiche.
In bocca: una dolcezza fruttata iniziale che lascia spazio a un sorso sapido, fresco e dinamico. Il finale è persistente e leggermente balsamico, con richiami alla frutta gialla e alle note agrumate.

Abbinamento consigliato: Crespelle ai funghi porcini e fonduta leggera di formaggio o cappone arrosto con ripieno di mele, erbe e frutta secca oppure tortino di zucca con crema al Parmigiano e amaretti sbriciolati.

Perché funziona: la pienezza e la morbidezza del Pratto si sposano perfettamente con piatti cremosi o leggermente dolci come la zucca o la fonduta. Le sue note tropicali e di frutta matura valorizzano sia i funghi sia i volatili da forno. La sapidità finale lo rende perfetto per piatti con formaggi fondenti o aromi autunnali.

Suggerimento di servizio: tra 10-12 °C, con breve decantazione solo a bottiglia aperta per pochi minuti.

Rosa dei Frati

Profilo del vino

Rosato elegante e fresco

Al naso: fiori di biancospino, mela verde, amarena selvaggia.

In bocca: fresco, sapido, vivace, con buon equilibrio e acidità che invita al bicchiere successivo.

Abbinamento consigliato: Tortino di asparagi selvatici con uovo in camicia e fonduta di parmigiano oppure insalata di gamberi rosa con agrumi e finocchio croccante.

Perché funziona: la freschezza e la sapidità del rosato si legano bene con la delicatezza degli asparagi e dell’uovo, mentre la frutta a polpa chiara e le note di mela verde sposano gli agrumi e il finocchio. Ideale anche come vino per l’aperitivo prima del pasto principale.

Suggerimento di servizio: bene servire a 8-10 °C, preferibilmente in calice ampio ma basso per valorizzare profumi freschi.

Ronchedone

Profilo del vino

Unico vino rosso della cantina che nasce sulle sponde del lago di Garda.

Note olfattive: frutti rossi maturi, mirtilli macerati, amarena sotto spirito, spezie dolci, balsamicità.

In bocca: struttura, calore, persistenza, buona acidità che contrasta la densità.

Abbinamento consigliato: Filetto di manzo al tartufo nero con patate fondenti oppure manzo al vino rosso con polenta taragna o al forno con erbe aromatiche e contorno di funghi porcini.

Perché funziona: la potenza e la struttura del Ronchedone si prestano a carni rosse succulente o selvaggina, le spezie dolci e i frutti rossi richiamano le note del tartufo e dei funghi. L’acidità evita che il piatto risulti troppo corposo.

Suggerimento di servizio: 16-18 °C, decantare solo a bottiglia aperta 15-20 minuti per valorizzare i profumi.

Amarone della Valpolicella Pietro Dal Cero DOCG

Profilo del vino

Amarone di fascia alta, unica produzione della cantina in Valpolicella, da uve Corvina, Corvinone e Rondinella.

Al naso: classica amarena, cioccolato fondente, spezie dolci, leggero tabacco e caffè, ma anche balsamico di anice stellato e mentuccia.

Al palato: pieno, corposo, elegante tannino, lungo in bocca, con grande capacità di invecchiamento.

Abbinamento consigliato: Risotto all’Amarone con Monte Veronese oppure brasato di manzo con ristretto all’Amarone con purea di sedano rapa o formaggi stagionati oltre 36 mesi, miele di castagno e noci.

Perché funziona: l’Amarone ha la struttura necessaria per sostenere piatti ricchi e lunghi di cottura, i profumi di cioccolato, spezie e frutta matura si sposano con il carattere intenso del risotto, del brasato o del formaggio stagionato.

Suggerimento di servizio: servire a 18-20 °C, aprire 1-2 ore prima o decantare solo a bottiglia aperta per liberare i profumi; si presta anche alla conservazione nel tempo per diversi anni.

Cuvée Rosé dei Frati Extra Brut

Profilo del vino

Metodo classico da uve rosse con sosta sui lieviti per circa 24 mesi.

Al naso: piccoli frutti rossi, petali di rosa, tracce minerali e saline.

In bocca: elegante, armonico, buona sapidità.

Abbinamento consigliato: Trancio di salmone al forno con agrumi e finocchio croccante oppure insalatina tiepida di gamberi con melograno e finocchietto selvatico.

Perché funziona: la freschezza e la sapidità dello spumante rosé si sposano bene con il pesce e gli agrumi, mentre le note di frutti rossi e petali di rosa richiamano il melograno e la delicatezza del finocchio. Ottimo anche all’aperitivo festivo.

Suggerimento di servizio: servire a 8-9 °C, in calice da bollicine ampio per valorizzare i profumi fruttati e floreali.

Cuvée dei Frati Dosaggio Zero

Profilo del vino

Metodo classico “Dosaggio Zero” (zero zuccheri aggiunti) con una sosta sui lieviti fino a 36 mesi.

Al naso: note biscottate, pane, frutta fresca.

In bocca: “beva croccante”, acidità viva, finali minerali.

Abbinamento consigliato: Capesante gratinate con crema di porro oppure carpaccio di manzo marinato in agrumi e zenzero oppure risotto al tartufo bianco.

Perché funziona: il dosaggio zero esalta la freschezza, l’acidità e la mineralità dello spumante, che possono bene sostenere piatti raffinati e delicati come le capesante o un carpaccio agrumato; la nota biscottata e lievitativa richiama la gratinatura o il tartufo.

Suggerimento di servizio: servire a 6-8 °C, calice da bollicine fini, aprire poco prima per preservare la vivacità.

Cuvée dei Frati Extra Brut

Profilo del vino

Metodo classico con una sosta sui lieviti per circa 24 mesi.

Al naso: fragrante, agrumato e floreale, con sentori di pesca, cui si aggiungono note biscottate, nocciola, fieno e tabacco stagionato date dalla permanenza sui lieviti.

In bocca è setoso, fresco, con acidità viva ma cremosa, adatto anche a tutto pasto.

Abbinamento consigliato: Fritto leggero di lago o di mare (gamberi, calamaretti, alici) o selezione di salumi delicati e affumicati (tipo culatello, speck, prosciutto crudo dolce) con grissini stirati e focaccia semplice.

Perché funziona: il dosaggio zero esalta la freschezza, l’acidità e la mineralità dello spumante, che possono bene sostenere piatti raffinati e delicati come le capesante o un carpaccio agrumato; la nota biscottata e lievitativa richiama la gratinatura o il tartufo.

Suggerimento di servizio: servire a 6-8 °C, calice da bollicine fini, aprire poco prima per preservare la vivacità.

Tre Filer 

Profilo del vino

Passito da uve stramature dolce

Al naso: profumi intensi di frutta secca, miele, agrumi canditi, frutta gialla tropicale e fiori bianchi.

In bocca è avvolgente, ma non stucchevole grazie a buona acidità e vena sapida.

Abbinamento consigliato: Pasticceria secca di mandorle e nocciole, Veneziana, sbrisolona oppure ottimo con formaggi erborinati o molto stagionati.

Perché funziona: la dolcezza mielata e la frutta secca del Tre Filer richiamano i sentori dei dolci tipici del Natale e della pasticceria alle mandorle; l’acidità tipica asciuga il palato e impedisce che il finale risulti pesante o stucchevole.

Suggerimento di servizio: ideale a fine pasto di Natale o Capodanno, servito a 10-12 °C in calice piccolo da dolce, per far uscire le note di frutta secca e miele.

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Racconto di un pomeriggio con la Rosa dei Frati

Un’estate rosata – racconto di un pomeriggio con la Rosa dei Frati

Un racconto leggero e soffice per rinfrescare la l’estate ed trovare ispirazione per bere i nostri vini in differenti occasioni. Leggilo, immaginalo e provalo.

Era un sabato di giugno, uno di quelli che iniziano senza fretta e senza programma. L’aria sapeva già di sole, e il lago, laggiù in fondo, sembrava ancora addormentato.

Marta aveva lasciato la città alle spalle, con il finestrino abbassato e una bottiglia di Rosa dei Frati ben refrigerata nel cestino. Nessun appuntamento, nessun messaggio da rispondere. Solo il rumore delle cicale, una coperta stesa su un prato silenzioso e un libro sfogliato più volte che letto davvero.

Si sedette all’ombra di un vecchio olivo. Il tronco le faceva da schienale, e l’ombra si muoveva piano tra i suoi capelli sciolti. Stappò la bottiglia con un sorriso. Un lieve “pop” che sembrò risuonare come un brindisi alla libertà.

Il vino scivolò nel bicchiere con il colore di un tramonto acerbo, delicato ma deciso. Al primo sorso chiuse gli occhi: piccoli frutti rossi, la freschezza della brezza mattutina, una scia minerale che le restava sulle labbra come un segreto.

Ogni cosa sembrava sospesa. Il silenzio, la luce, il tempo stesso. Anche i pensieri si fecero più morbidi, come le colline intorno. C’erano foglie che danzavano sopra di lei, leggere, come petali trasportati dal vento.

Più tardi, mentre il sole calava e tingeva tutto di un rosa più caldo, Marta si sdraiò con le mani dietro la nuca. La bottiglia era quasi finita. Una farfalla si posò sul bordo del bicchiere. La guardò. Pensò che certi istanti, anche se semplici, meritano un rito. Un vino servito fresco. Una vista aperta. Un respiro lungo.

E capì che in quell’estate, la sua estate, non voleva altro che momenti così. Leggeri, profumati, vivi. Proprio come quel vino.

“Rosa dei Frati è come il ricordo di un pomeriggio perfetto: non puoi trattenerlo, ma puoi sceglierlo ancora.”

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I nostri vini & la cucina vegetale dello chef Edo – edizione invernale

Eccoci al secondo appuntamento con gli abbinamenti ricercati tra cibi vegetali e i nostri vini. Il focus questa volta riguarda i vini rosati e rossi: Rosa dei Frati, Ronchedone e Amarone della Valpolicella DOCG Pietro Dal Cero sono i protagonisti degli abbinamenti studiati dallo chef Edoardo Nizzola, alla ricerca di sapori e sposalizi enogastronomici eleganti e sopraffini.

Chi desidera sperimentare un’esperienza multisensoriale non ha altro da fare che mettersi ai fornelli e provare le ricette e i consigli dello chef studiati appositamente in abbinamento ai vini prescelti. Non si tratta di semplici abbinamenti dove il vino viene scelto come secondo partner in questa unione gustosa, ma bilanciamenti esatti realizzati per realizzare gli ingredienti di stagione con le tonalità sensoriali e olfattive dei rispettivi vini.

Un lavoro fine e sensibile, riuscito grazie ai tanti anni di esperienza dello chef bresciano che da anni si cimenta specializzandosi maggiormente nella cucina vegetale e, come la definisce lo stesso, “dal Colore buono”.

Ecco qui le proposte studiate in versione invernale.

Risotto Carnaroli, cotto nel latte di mandorla, dadolata di mela verde e polvere di rosa mosqueta

Abbinamento con la Rosa dei Frati – Marzemino, Sangiovese, Groppello e Barbera

Ingredienti per 4 persone:

  • Riso Carnaroli 220 gr
  • Olio EVO di Ca’ dei Frati 4 gr
  • Latte di mandorla 200 gr
  • Mela verde n1 30 gr
  • Polvere di rosa mosqueta 4 gr
  • Brodo vegetale 300 gr
  • Carota, Sedano, Cipolla 80 gr
  • Vino Rosa dei Frati 20 gr
  • Sale 6 gr
  • Grana padano 10 gr
  • Burro 5 gr

Mettete l’acqua in una pentola, aggiungete le verdure e fatele bollire per qualche minuto in modo che le verdure rilascino i propri sapori e poi spegnete per farle riposare.

Prendete una casseruola piccola e metteteci il riso con l’olio EVO e fate tostare finché i chicchi non diventano leggermente trasparenti. Sfumate con il vino Rosa dei Frati e una volta evaporato cominciate ad aggiungere il latte di mandorla e il brodo vegetale filtrato finché non verrà assorbito completamente. A questo punto saranno passati circa 15 minuti. Togliete dal fuoco e cominciate a mantecare con il burro, il formaggio e il sale: incorporate bene tutti gli ingredienti così da ottenere come risultato un risotto molto cremoso.

Prendete la mela, tagliatela a cubetti e conditela leggermente con l’olio EVO. A questo punto potete impiattare: mettete il risotto in un piatto piano, accomodate la vostra mela in modo uniforme sul risotto e cospargete il tutto con la polvere di rosa mosqueta per creare infine un sentore profumato intrigante.

 

Indivia belga brasata al vino Ronchedone di Ca’ Dei Frati, crema di carruba e bacche di mirtillo nero

Abbinamento con il Ronchedone – Marzemino, Sangiovese e 10% Cabernet

Ingredienti per 4 persone:

  • Indivia belga n4 pezzi
  • Olio EVO di Ca’ dei Frati 40 gr
  • Vino Ronchedone 100 gr
  • Timo, salvia, alloro 5 gr
  • Polvere di carruba 10 gr
  • Latte di soia 50 gr
  • Olio di girasole 130 gr
  • Succo di limone 6 gr
  • Sale 3 gr
  • Bacche di ribes 40 gr

Prendete l’indivia belga, togliete le prime foglie e mettetela in una teglia con sale e olio EVO, fatela cuocere in forno per circa 40 minuti a una temperatura di 140 gradi.
A parte fate bollire il vino Ronchedone con timo, alloro e salvia e lasciatelo ridurre. Prendete poi il latte di soia e, con l’aiuto di un minipimer, andate a montare la crema aggiungendo il succo di limone, la polvere di carruba e il sale e versate a filo l’olio di girasole. Una volta ottenuta la crema, mettetela in un biberon da cucina che vi servirà per impiattare. A questo punto finite la cottura della vostra indivia mettendola nella pentola con la riduzione di vino fino a una completa glassatura, così da ottenere come risultato una salsa avvolgente e l’indivia morbida.

Impiattate creando un cerchio sul fondo del piatto con la crema di carrube, in modo da formare il perimetro che possa contenere la salsa che andrete a versare sulla vostra invidia belga. Ultimate il piatto con le bacche di ribes che andrete a lucidare leggermente con olio EVO.

 

Cavolfiore giallo dei Ronchi laccato con riduzione di Amarone della Valpolicella DOCG Pietro Dal Cero, cioccolato e tabacco, semi di anice e menta essiccata

In abbinamento con l’Amarone della Valpolicella DOCG Pietro Dal Cero – Corvina, Corvinone e Rondinella

Ingredienti per 4 persone:

  • Cavolfiore violetto 300 gr
  • Vino Amarone della Valpolicella DOCG Pietro Dal Cero 100 gr
  • Cioccolato fondente 80% 40 gr
  • Tabacco da sigaro 6 gr
  • Latte mandorla 50 gr
  • Semi di anice 3 gr
  • Menta essiccata 1 gr
  • Sale 2 gr
  • Olio EVO di Ca’ dei Frati 20 gr

Prendete il cavolfiore e tagliatelo in parti uguali in modo da ottenere 4 spicchi. Conditelo con sale e olio EVO e cuocete in forno per 50 minuti a una temperatura di 130 gradi.
Per la salsa: mettete il tabacco nel latte così da aromatizzarlo, mettetelo poi sul fuoco e portatelo a ebollizione. Spegnete il tutto e filtrate con un colino dalla maglia fine. Una volta filtrato tutto, versate sul cioccolato in modo da farlo sciogliere con il calore.

Prendete l’Amarone e mettetelo a bollire così da ridurlo; a questo punto incorporate la cioccolata nel vino, fatela cuocere ancora fino a ottenere una salsa lucida e poi mettetela da parte. Prendete il vostro cavolfiore cotto, adagiatelo in mezzo al piatto e andate a laccarlo con la salsa. Ultimate il piatto con semi di anice e foglie di menta essiccata per dare una parte balsamica e fresca al vostro piatto.

 

Se volete rifornirvi dei nostri vini in tempo per organizzare il vostro pranzo o la vostra cena con le nostre ricette, li trovate qui.

Vi auguriamo buon appetito!

 

Lo Chef Edoardo Nizzola
“La mia esperienza lavorativa inizia al Gambero di Calvisano con una cucina tradizionale ma innovativa; sono stato per 8 anni proprietario e socio del ristorante Fiamma Cremisi a Viadana di Calvisano con cucina tradizionale rivisitata, poi bancheting e ristorazione al Monastero a Soiano del Lago cucina di carne e di pesce, infine ritorno a Brescia al Castello Malvezzi con cucina mediterranea innovativa. Decido di ritornare sul lago prima su una sponda a Rivoltella presso la trattoria Dall’abate con cucina di pesce e poi sull’altra sponda a Padenghe per aprire il ristorante Miralago con cucina di carne e di pesce dal taglio innovativo, infine a Castiglione da Mutty con una proposta solo vegetale dopo un percorso dallo chef Pietro Leeman, cucina che a me piace chiamare cucina dal Colore Buono”.

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